Gestione

Spese bancarie: come ridurle di oltre il 30%

11 gennaio 2017
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Le spese bancarie sono una voce importante di ogni esercizio commerciale.

Oggi, lo sappiamo, è praticamente obbligatorio instaurare un rapporto con un Istituto bancario, al fine di poter attivare un’operatività economico-finanziaria, indispensabile alla tua impresa.

Se hai mai desiderato ridurre le spese bancarie, onerose e spesso incomprensibili, allora stai leggendo l’articolo giusto.

E la buona notizia è che questi consigli ti saranno utili anche se non hai nessuna competenza specifica in materia.

Perché è mia intenzione spiegarti il motivo e l’attribuzione di ogni singola spesa, con un linguaggio finalmente semplice e comprensibile per tutti.

So che hai già provato altre volte a parlare con il direttore di banca senza ottenere nessun risultato. Alle tue legittime richieste di abbassare i costi hai ricevuto solo qualche risposta “tecnica” che ti ha spiazzato e scoraggiato.

E quindi hai lasciato perdere, consapevole di non padroneggiare la materia e non avere le competenze per controbattere.

Ecco quindi delle spiegazioni approfondite relativamente al costo da sostenere per l’apertura ed il mantenimento di un rapporto con la banca.

E dei concreti suggerimenti, frutto della mia esperienza di lavoro maturata attraverso servizi a clienti come te che avevano le stesse esigenze.

CONTO CORRENTE BANCARIO

Il conto corrente è lo strumento bancario che raccoglie i risparmi e agevola la gestione del denaro.

Vuoi proseguire la letture ed acquisire preziose informazioni?

È praticamente obbligatorio per ogni Impresa commerciale.

Consente, infatti, l’effettuazione di operazioni tipiche della gestione di impresa:

  • i pagamenti degli stipendi
  • l’addebito delle utenze
  • l’esecuzione di pagamenti ai fornitori
  • il pagamento dei servizi

Oltre ovviamente

  • al versamento degli incassi in contanti
  • l’accredito delle somme incassate attraverso pos
  • etc etc.

IL CONTO CORRENTE QUANTO MI COSTA?

In generale i conti correnti prevedono i seguenti piani tariffari:

  • costi fissi (canoni mensili): viene pattuito un forfait con il quale la banca ti autorizza ad effettuare operazioni illimitate. Non è una soluzione vantaggiosa per la banca (la quale comunque sostiene un costo per ogni operazione), quindi generalmente non viene concessa con facilità.
  • costi variabili: viene pattuito un costo (elevato) per ogni operazione (dare/avere). Questo è la modalità preferita dalla Banca che non ha nessun rischio ed ottiene ricavi importanti
  • costo fisso con franchigia: è previsto un canone, generalmente annuo, che include un certo numero di operazioni gratuite; superata tale soglia, viene addebitato un costo per ogni singola operazione eccedente

Inoltre sono da considerare i costi accessori per i servizi resi all’utente, quali:

  • Home Banking ( gestione telematica personale, da casa o ufficio )
  • POS per accettazione pagamenti con carta di credito
  • Concessione di Bancomat e carte di credito
  • Pagamenti con bonifici etc.

La cosa di cui quasi nessuno è a conoscenza è che la Banca d’Italia, al fine di aumentare la trasparenza dei conti correnti bancari, ha previsto la comunicazione obbligatoria dell’ISC (Indicatore Sintetico di Costo) da parte delle banche.

L’ISC è una misura sintetica del costo totale del conto corrente.

L’utente ha diritto di richiederlo, anche in fase di trattativa, prima dell’apertura effettiva del conto corrente

IL MIO CONSIGLIO PERSONALE

Per prima cosa verificare il proprio profilo di utente, ossia valutare preventivamente di quante operazioni necessitiamo nel corso di un anno e soprattutto di quali servizi abbiamo assoluto bisogno.

Per chiarezza elenco gli elementi caratterizzanti del conto corrente:

  • Canone mensile/costo di mantenimento
  • Gamma di servizi inclusa nel conto
  • Costo unitario di ciascun servizio offerto
  • Tasso creditore
  • Tasso debitore

FONDAMENTALE è negoziare con grande tenacia ogni singolo costo del conto corrente.

Non limitarsi a valutare il canone mensile o annuo del conto, sicuramente uno dei parametri più facilmente verificabile.

Confrontare invece i vari prodotti sul mercato, in virtù delle proprie esigenze personali e della somma dei costi fissi e variabili.

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FINANZIAMENTI

Quando abbiamo bisogno di una certa somma di denaro per effettuare un investimento o un acquisto di altra natura ci rivolgiamo alla banca.

La quale ci eroga il denaro in due modi:

  • finanziamento o prestito
  • mutuo

Di solito il mutuo lo si richiede per importi maggiori, ma ovviamente anche le garanzie da fornire alla banca sono maggiori (ipoteca sulla casa, terzo garante, etc.).

Anche la durata del rimborso è più lunga rispetto ad un semplice prestito.

Una volta concesso il finanziamento viene fatto un piano di ammortamento per la restituzione calcolando un tasso di interesse.

Il costo che devi conteggiare sono gli interessi, ma anche le commissioni per l’istruttoria della pratica e le commissioni di ogni singola rata di rimborso.

Il valore della singola rata comprende il capitale, gli interessi e le commissioni

IL MIO CONSIGLIO PERSONALE

Relativamente al finanziamento (prestito o mutuo che sia) è assolutamente indispensabile conoscere ogni singola voce di costo (tasso di interesse e commissioni).

Spesso la banca comunica superficialmente soltanto il tasso di interesse, “mascherando” le spese di istruttoria e il valore delle commissioni di ogni singola rata.

Conoscendo ogni singola voce, possiamo contrattare con più forza ed attenzione, con l’obiettivo di ridurre l’importo del totale della rata ottenendo un concreto beneficio sul breve e sul lungo termine.

È consigliato rivolgersi a più Istituti bancari, con l’obiettivo di attivare una sana concorrenza ma anche scoprire la banca più aggressiva nel momento del tuo bisogno.

FIDO

L’altro modo per avere dei soldi dalla banca è l’apertura del credito, ossia il fido.

Il fido bancario è una certa somma che la banca ci mette a disposizione concedendoci la possibilità di andare in rosso sul conto corrente.

Può essere concessa una cifra limite (per es. € 5.000, 10.000, 100.000), con la facoltà di utilizzare l’importo parzialmente o totalmente.

 

Ovviamente saranno conteggiati gli interessi sulla parte utilizzata.

Anche il costo del fido bancario è fatto dagli interessi calcolati sul capitale utilizzato e dalle commissioni per l’erogazione del servizio.

La commissione di messa a disposizione dei fondi del fido viene pagata trimestralmente ed è calcolata sull’importo massimo del fido stesso.

Mediamente può essere circa dello 0,5% (del valore max del fido), ma si può strappare una percentuale più bassa con una scrupolosa negoziazione.

Di solito viene addebitata 4 volte l’anno (trimestralmente).

Attenzione, il fido è concesso salvo revoca, cioè la banca ha la facoltà in qualsiasi momento di interrompere questo servizio a suo insindacabile giudizio.

Questo avviene raramente ed essenzialmente per due motivi:

  • la banca è in crisi quindi non può più concedere linee di credito
  • il correntista sta attraversando un difficile regresso dell’attività economica e quindi la banca chiedo l’immediato rientro

IL MIO CONSIGLIO PERSONALE

Il tasso di interesse del fido bancario dipende dal momento storico/economico e dalle tue capacità di negoziazione con la banca.

Ricordati sempre che le banche portano avanti il loro business. I loro ricavi sono dati  dagli interessi che gli utenti pagano per la concessione di prestiti e dalla riscossione delle relative commissioni.

Non bisogna essere timorosi nel contrattare scrupolosamente ogni voce, ogni richiesta accolta dalla banca si tramuta in risparmi molto importanti per i nostri conti

È necessario, inoltre, mettere in competizione più banche.

Un’altra avvertenza: ci sono banche che periodicamente, previa comunicazione cartacea o avviso telematico, azzerano tutto quanto è stato negoziato (tassi interesse, costo delle commissioni  etc.).

Se non te ne accorgi in tempo o trascuri la comunicazione, e non ti rechi immediatamente in banca per contrattare nuove condizioni,  puoi pagare inavvertitamente un conto molto salato.

Poi è difficile, se non impossibile, convincere il direttore a far stornare la cifra pagata.

 

Bene, se ti fa piacere condividere la tua esperienza relativamente al tuo rapporto con la banca lasciami un commento qua sotto.

E se hai trovato questo articolo utile e formativo, ti chiedo di condividerlo sui canali Social.

Giacomo Tonelli - Business Coach

Aiuto i GELATIERI ITALIANI a migliorare il proprio Business attraverso:

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